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AGENTI INFETTIVI E VACCINAZIONI: STORIA SOCIALE, AMBIENTE IMMUNOLOGICO, FORME CLINICHE E REAZIONI AVVERSE

 

 Si comunica che giorno 23 novembre 2019, presso codesto Ordine dei Farmacisti, si svolgerà l'evento ECM (7,8 crediti) dal titolo:

AGENTI INFETTIVI E VACCINAZIONI: STORIA SOCIALE, AMBIENTE IMMUNOLOGICO, FORME CLINICHE E REAZIONI AVVERSE

Il corso è aperto a 70 partecipanti.

Il programma del corso e la scheda di adesione sono disponibili all'indirizzo sotto:

http://www.ordinefarmacisticatania.it/index.php?option=com_phocadownload&view=file&id=91:vaccinazioni-corso-ecm-23-nov-2019-programma-e-scheda&Itemid=496&start=40

 

 

 

 

 

 

Manipolare farmaci orali, da Ministero raccomandazioni per dividere compresse

 

 Spezzare le compresse, frantumarle o polverizzarle, o aprire gli opercoli delle capsule per usare il contenuto, pratiche diffuse, soprattutto nelle Rsa, sono fonte di errori di somministrazione e di dosaggio. Per migliorare la sicurezza dei pazienti e degli operatori, il ministero della Salute ha ritenuto di fornire le indicazioni necessarie per la manipolazione delle forme farmaceutiche orali solide "per la corretta gestione della terapia farmacologica orale, nei casi in cui non sia possibile somministrarle integre e quando le attività di allestimento non siano effettuate dalla farmacia".
Nelle premesse della Raccomandazione n. 19, il Ministero segnala che "recenti studi condotti nel nostro Paese hanno evidenziato come nelle Residenze Sanitarie Assistenziali sia prassi consueta, non scevra da errori, manipolare compresse, spesso in aggiunta di cibo caldo o freddo, senza provvedere, tra l'altro, alla pulizia dei trita-pastiglie o dei mortai utilizzati". Per manipolazione, nello specifico, si intende, la divisione di compresse, la triturazione, frantumazione, polverizzazione di compresse l'apertura. E può risultare necessaria con pazienti disfagici, pediatrici, anziani, politrattati, in nutrizione enterale o che abbiano la necessità di avere un dosaggio non disponibile in commercio. I rischi che si corrono, se non correttamente gestita sono l'instabilità del medicinale, effetti irritanti locali, errori in terapia.


Procedure per la manipolazione

La Raccomandazione considera alcuni aspetti tecnici della gestione delle preparazioni magistrali pediatriche e della manipolazione dei farmaci a domicilio del paziente, specificando che sono esclusi dal campo di applicazione di questo documento i farmaci antineoplastici, ed è rivolta a istituzioni e operatori sanitari, farmacisti di comunità inclusi. Secondo il Ministero, una volta verificato (con procedura formale) che non ci sono alternative farmacologiche, si procede alla manipolazione del farmaco, "accertandosi, nel contempo, che non ne venga modificata la composizione e che siano garantite efficacia e sicurezza della terapia. Pertanto, l'Azienda Sanitaria, qualora si debba ricorrere alla manipolazione al di fuori della Farmacia (ospedaliera o territoriale), provvede a elaborare, sotto la supervisione di un Farmacista di riferimento (il cui ruolo è indispensabile in tutte le fasi di gestione dei farmaci compreso l'eventuale sconfezionamento primario per realizzare dosi unitarie) una procedura basandosi sui contenuti della presente Raccomandazione e in accordo con le indicazioni fornite dalla Regione/Provincia Autonoma".
Si procede alla manipolazione "subito prima della somministrazione di ogni singola dose"; si spezzano le compresse divisibili "lungo la linea di divisione (dove presente) e prestare attenzione nei casi di compresse senza linea di divisione in quanto il taglio può determinare angoli vivi o facce ruvide"; non si dividono le compresse "in meno di un quarto, se non specificato dal produttore". Non si deve procedere alla manipolazione di capsule molli, compresse/capsule con rivestimento gastroresistente (il principio attivo acido labile viene inattivato dall'acidità gastrica e non è più efficace); compresse e capsule a rilascio prolungato/modificato (il principio attivo non viene rilasciato gradualmente, per assicurare un effetto terapeutico costante nel tempo, ma viene rilasciato tutto immediatamente con potenziale comparsa di effetti tossici per sovradosaggio); in ogni altro caso in cui sia specificatamente vietato nel riassunto delle caratteristiche del prodotto (Rcp).

Fonte: Farmacista33


Approfondimenti

Raccomandazione n 19 manipolazione farmaci orali solidi

Ranitidina, farmaci e fake news

 

 

 

N-nitrosodimetilammina. È questo il nome della sostanza che ha spinto alcuni giorni fa l’AIFA, agenzia italiana del farmaco, a disporre il ritiro, dalle farmacie e dalla catena distributiva, di alcuni lotti di farmaci, prodotti in India dalla Saraca Laboratories Ltd. - India - , contenenti il principio attivo ranitidina, inibitore della secrezione acida utilizzato nel trattamento dell’ulcera, del reflusso gastroesofageo, del bruciore di stomaco e di altre condizioni associate a ipersecrezione acida.

 

Tale disposizione si é resa necessaria a causa della presenza in alcuni di questi medicinali di un’impurità, la NDMA, appartenente alla classe delle nitrosammine, già rilevata nel 2018 in una classe di farmaci anti-ipertensivi (sartani), classificata come “probabilmente cancerogena per l’uomo” dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

 

A scopo precauzionale, l’AIFA ha anche disposto il divieto di utilizzo di tutti i lotti commercializzati in Italia di medicinali contenenti ranitidina prodotta da altre officine farmaceutiche diverse da SARACA LABORATORIES LTD, in attesa che vengano analizzati.

 

Provvedimenti analoghi sono stati assunti o sono in corso di adozione negli altri Paesi dell’Unione Europea e in diversi paesi extraeuropei.

 

Quasi contemponeamente su diversi siti e social venivano postati liste fake di farmaci vietati, che non avevano però nulla a che fare con quelli a base di ranitidina contenuti nel lungo elenco dell’Aifa. A lanciare l’allarmeè stata la stessa agenzia, che subito dopo ha diffuso un comunicato per invitare i cittadini a diffidarne, raccomandando di consultare esclusivamente le informazioni pubblicate sul loro sito. Gli elenchi dei lotti dei farmaci contenenti ranitidina interessati dal ritiro e di quelli interessati dal divieto di utilizzo sono disponibili alla pagina: https://www.aifa.gov.it/revisione-ranitidina.

 

Ogni altro elenco difforme da quelli indicati - informa l’Aifa - non è da considerarsi attendibile.

 

A fronte di tanta ingiustificata preoccupazione è utile ricordare i vari passaggi dei controlli di sicurezza e di qualità, in Italia tra l’altro molto alti , che vengono fatti su tutti i farmaci. La prima verifica avviene ancor prima dell'Autorizzazione all'immissione in commercio (Aic). L'autorizzazione, infatti, viene rilasciata a seguito di una approfondita valutazione scientifica dei suoi requisiti di qualità', sicurezza ed efficacia. Inoltre, per accertare che non vi siano anomalie nel processo di produzione, l'Aifa ispeziona periodicamente i siti di produzione di farmaci e materie prime verificandone la conformità' alle norme di buonenorme di fabbricazione. Una volta che il farmaco ottiene l’autorizzazione, viene poi periodicamente monitorato e i dati di sicurezza vengono valutati nell'ambito della Rete Nazionale di Farmacovigilanza, un data base dove vengono archiviate tutte le segnalazioni di sospette reazioni avverse. Infine c’è tutta una parte riguardante la gestione dei possibili difetti di qualità, come potrebbe essere la presenza, come in questo caso, di nitrosammine o altre sostanze. In caso di segnalazione di difetti di uno o piu' lotti di medicinali, l'Agenzia interviene con azioni che possono prevedere la sospensione o il ritiro dal mercato dei lotti interessati fino addirittura alla revoca dell'Aic. In caso di allerta dell'AIFA,si ricorda l'importantissimo ruolo giocato da tutte le farmacie, collegate in rete, dove dei farmacisti, professionisti ed esperti del farmaco, sono in grado prontamente di eseguire le direttive del ministero e di rispondere ai problemi inerenti la sicurezza dei farmaci, tutelando la salute dei cittadini.

 

Le numerose fake news girate su diversi siti e social, riguardanti il ritiro dal commercio dei farmaci a base di ranitidina hanno scatenato un vero e proprio assalto alle farmacie,con lo scopo di ricercare informazioni sulle confezioni contaminate, e le rassicurazioni e le delucidazioni date dai farmacisti non sono sempre state sufficienti a rassicurare i pazienti.

 

Le fake news hanno spesso fatto più breccia delle rassicurazioni date dai farmacisti su quando bisogna preoccuparsi e come bisogna comportarsi in taluni casi.

 

Il paziente va informato comunicando che:

 

  • Se è in trattamento con un medicinale a base di ranitidina che gli é stato prescritto dal proprio medico, non deve sospendere il trattamento, ma consultare il medico il prima possibile. Potrà concordare con lui un trattamento alternativo (un altro medicinale diverso da ranitidina, indicato nel trattamento delle condizioni in cui lo stomaco produce quantità eccessiva di acido).

 

  • Se é in trattamento con un medicinale di automedicazione a base di ranitidina, deve consultare il proprio medico o farmacista che potrà consigliare un farmaco alternativo.

 

  • NDMA è una sostanza chimica organica che si genera come sottoprodotto di numerosi processi industriali. È inoltre presente a livelli molto bassi nelle forniture d’acqua e in alcuni alimenti, in particolare quelli cotti, affumicati o stagionati. Non sono attesi danni, quando ingerita in quantità molto basse.

 

  • Non si attende un rischio acuto per il paziente che abbia già assunto medicinali contenenti ranitidina.

 

Il fenomeno delle Fake News, purtroppo oggi molto diffuso, tanto che spesso si tende a dare più credito ad esse che ai siti ufficiali di Aifa, ministero della Salute, o della stessa Federfarma, deve fare riflettere per cercare di diffondere nel nostro Paese una cultura affinché si dia maggior voce a chi ha le giuste competenze per parlare di argomenti delicati come i farmaci.

Fabio Spampinato

 



 

Rimedi contro la pediculosi


 

La pediculosi è causata da una infestazione da parte dei pidocchi, piccoli parassiti grigi dal corpo piatto , capaci di nutrirsi del nostro sangue e dotati di zampette minuscole ma atte ad aggrapparsi saldamente alla radice del capello.

Purtroppo per noi sono capaci di pungere la nostra cute, nutrendosi così e proliferando , dando quella sensazione ,sulla cute, di prurito prima e bruciore poi.

Ne esistono 3 tipi

ll pidocchio del capo  che causa la maggior parte delle infestazioni.

Di colore grigiastro, spesso si mimetizza con il colore dei capelli dell'ospite.

Di solito si ritrova sulla testa dei bambini e in particolare nelle zone della nuca e dietro le orecchie.

L'insetto è munito di zampette uncinate, che si ancorano ai capelli; il passaggio da un ospite all'altro avviene per contatto diretto del capo o, indirettamente, attraverso lo scambio di effetti personali: cappelli, pettini, sciarpe, cuscini ecc.

il pidocchio del corpo 

Non si distingue, per la forma, da quello del capo, e la diagnosi differenziale si effettua in base alla localizzazione.

Lo si ritrova spesso negli indumenti usati da persone infestate e in questi può sopravvivere anche per un mese.

Anche questo pidocchio si trasmette per contatto diretto, oppure attraverso indumenti e biancheria da letto.

il pidocchio del pube 

Detto anche piattola, per la sua forma schiacciata, è fornito di arti e uncini molto robusti, capaci di ancorarsi a peli più corposi del capello. Si trasmette per contatto intimo.

 

Le tre specie sono molto simili tra loro: succhiano il sangue del soggetto che parassitano, vivono su un solo ospite e si sviluppano in stadi successivi:

  1. uova (lendini)

  2. ninfa (forma immatura del pidocchio)

  3. pidocchio adulto (in grado di riprodursi).

Dopo qualche settimana dal contagio, la persona inizia a provare prurito locale, avvertendo così la presenza del parassita.

Il prurito è, dapprima, localizzato alle zone di deposizione delle lendini e, in seguito alla nuca e alla parte alta del tronco.

E' causato da una reazione allergica alla saliva dell'insetto e, pertanto, tra l’infestazione e la comparsa dei sintomi trascorre un periodo di latenza, durante il quale è facile la trasmissione della malattia.

Il grattamento può essere causa di lesioni escoriative, impetiginizzazione e ingrossamento locale dei linfonodi.

La diagnosi si basa sulla sintomatologia pruriginosa al capo e sul ritrovamento dell'insetto adulto e delle lendini, specialmente all’altezza della nuca o dietro le orecchie, che appaiono come puntini bianchi o marrone chiaro, di forma allungata, traslucidi, poco più piccoli di una capocchia di spillo.

 Il miglior sistema di diagnosi, il “wet combing” (pettinare con un pettine a denti fitti tutti i capelli, dalla radice alla punta, dopo averli cosparsi con abbondante balsamo, fino a che non si raccolgono più insetti), è anche un ottima terapia.

Ripetuta ogni 3-4 giorni per 2 settimane  può essere efficace quanto i tradizionali insetticidi, senza effetti avversi.  

 

Si consiglia di:

  • effettuare un'accurata ispezione del capo per individuare e rimuovere manualmente pidocchi e uova

  • trattare i capelli con un prodotto antiparassitario specifico

  • dopo il trattamento, usare un pettine in acciaio a denti molto fitti, per rimuovere le uova, pettinando ciocca per ciocca partendo dalla radice del capello, oppure cercare di sfilarle manualmente; l'eliminazione delle uova è facilitata se si bagna il pettine o meglio la capigliatura con una soluzione al 50% in acqua di aceto, in grado di diminuire l'adesione delle uova al capello

  • disinfettare le lenzuola e gli abiti, che vanno lavati in acqua a 60°C o a secco , oppure lasciare gli abiti all'aria aperta per 48 ore poiché non sopravvivono a lungo lontani dal cuoio capelluto.

  • lasciare all'aria aperta o conservare in un sacchetto di plastica ben chiuso per 2 settimane gli oggetti o i giocattoli venuti a contatto con la persona infestata

  • lavare e disinfettare accuratamente pettini, spazzole e fermagli, immergendoli in acqua molto calda per 10-20 minuti poiché parassita  sensibile al calore.

  • lavare e disinfettare la macchina prestando attenzione al poggiatesta.

 

Come usare i prodotti che abbiamo a disposizione in farmacia:

 

PRINCIPI

PREPARAZIONI DISPONIBILI

FREQUENZA DEL TRATTAMENTO

CONTROINDICAZIONI

PIRETRINE NATURALI SINERGIZZATE

Mousse termosensibile

Ripetere il trattamento dopo 7-10 giorni

nessuna

PIRETROIDI SINTETICI

(permetrina, fenotrina, deltametrina e sumitrina)

Shampoo

Lozione

Gel

Polveri

Ripetere dopo 2-7 giorni


Ripetere dopo 8 giorni

Ripetere dopo 7 giorni

nessuna

MALATHION

Gel allo 0,5%

Ripetere dopo 8 giorni

Non indicato nei bambini di età inferiore a 6 anni

 

 

Ci sono anche altrettanti validi ausili che vengono dalla natura come ad esempio gli oli essenziali.

Nello specifico l' OLIO ESSENZIALE DI CORIDOTHYMUS CAPITATUS, diluita qualche goccia nello shampoo, agitare e lasciare riposare il preparato per 24 ore prima di utilizzarlo almeno una volta dì, facendo attenzione ad evitare il contatto con gli occhi .

 

E’ quindi necessario osservare alcuni accorgimenti e sfatare alcuni miti:

  • importante ispezionare giornalmente il cuoio capelluto e rimuovere meccanicamente le uova con un pettinino a denti fitti;

  • prodotti naturali come l’aceto, la maionese e altri rimedi popolari non sono efficaci nel debellare la pediculosi; l’aceto può essere utile solo per “scollare” più facilmente le uova

  • il pidocchio non è indice di scarsa igiene

  • non è necessario tagliare i capelli

  • il trattamento è necessario solo se esiste una reale infestazione

 

Giusy Petralia

Emapi - Long Term Care (LTC)

Dal 1° maggio ha avuto inizio l'annualità 2019/2020 della copertura per la Long Term Care (LTC) che l'Enpaf ha attivato a favore degli iscritti. La copertura dal 1° maggio è garantita da Aviva Vita spa. Il nuovo rapporto assicurativo prevede migliorie rispetto al passato sia sul piano normativo che dell'entità della rendita che verrà riconosciuta in caso di non autosufficienza - pari a 1.200 euro mensili a fronte dei 1.035 euro riconosciuti in base al contratto stipulato tra Emapi e Poste Vita spa(precedente aggiudicatario) per il periodo dal 01.03.2016 al 30.04.2019.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare gli uffici Emapi ai seguenti recapiti:

telefono: 06/44250196-848 88 11 66

Fax: 06/44252624

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

ovvero sulla pagina https://www.emapi.it/coperture/ltc-long-term-care/

 

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