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FEDERAZIONE  NAZIONALE DEGLI  ORDINI  DEI  FARMACISTI  ITALIANI

 

CODICE  DEONTOLOGICO DEL  FARMACISTA

 

TESTO  APPROVATO dal  C.N.  il  19.6.2007

Federazione Ordini Farmacisti Italiani

00185 ROMA – VIA PALESTRO, 75 – TELEFONO (06) 4450361 – TELEFAX (06) 4941093

c/c POSTALE28271005 – CODICE FISCALEn°  00640930582

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 INDICE

 

 

Presentazione                                                                                                                   pag. 3

 

 

 

TITOLO I              OGGETTO EAMBITO DI APPLICAZIONE(artt. 1 e 2)                                        pag. 4

 

 

 

TITOLO II

PRINCIPIEDOVERIGENERALI(artt. 3-10)

pag. 4

Capo I

DOVERI GENERALIDELFARMACISTA(artt. 3e 4)

pag. 4

Capo II

OBBLIGHIPROFESSIONALI DELFARMACISTA (artt.5–10)

pag. 5

 

 

TITOLO III           RAPPORTI CON I CITTADINI(artt. 11 e 12)                                                     pag. 7

 

 

 

TITOLO IV   RAPPORTI CON I MEDICI, I VETERINARIEGLI ALTRI SANITARI(artt. 13-15)  pag. 7

TITOLO V    RAPPORTI PROFESSIONALI CONI COLLEGHIE I TIROCINANTI(artt. 16-18)   pag. 8

TITOLO VI   RAPPORTI CON L’ORDINE PROFESSIONALE (art.19)                                 pag. 9

TITOLO VII  PUBBLICITÀE INFORMAZIONESANITARIA(art. 20)                                    pag. 9

TITOLO VIII ATTIVITÀ PROFESSIONALE NELLAFARMACIA(artt.21-28)                         pag. 10

TITOLO IX   ATTIVITÀ PROFESSIONALE NELL’INDUSTRIA FARMACEUTICA (artt. 29-30) pag. 11

TITOLO X    ATTIVITÀ PROFESSIONALE NELLESTRUTTURESANITARIE PUBBLICHEO

PRIVATE(artt.31-32)                                                              pag. 12

 

TITOLO XI

 

ATTIVITÀ PROFESSIONALE NELL’AMBITODELLADISTRIBUZIONE

 

 

INTERMEDIA(art. 33)

pag. 12

 

TITOLO XII

 

VENDITADIMEDICINALI TRAMITEINTERNET

 

 

EPRODOTTI  DIVERSI DAIMEDICINALI(artt. 34 e 35)

pag. 13

 

TITOLO XIII

 

RISERVATEZZAESEGRETOPROFESSIONALE(art.36)

 

pag. 13

 

 

TITOLO XIV        INFRAZIONI AL CODICE DEONTOLOGICO(art. 37)                                          pag. 13

 

 

 

Appendice                                                                                                                         pag. 15

 

 

 

2


 

Presentazione

 

 

Riformulare le norme del Codice deontologicoallalucedel nuovo contesto normativo, senza tuttavia intaccarnelospirito,ivalorieticieledisposizionidiprincipiorelativealdecoro,alladignitàealle prerogativedelleprofessionedifarmacista,nellaconvinzionechetaliprincipicostituiscano le basisu

cuifondareun’efficacepoliticadirilanciodellaprofessione.

Èquestol’atteggiamentoconilqualelaFederazionedegliOrdinihaprovvedutoallarevisionedella Carta  dei  doveri  della  professione,  resa  necessaria  dalle  importanti  trasformazioni  intervenute  nel tessuto  delle  norme  che  regolano  la  distribuzione  del  farmaco  e  dalle  sollecitazioni  dell’Autorità garanteperilmercatoelaconcorrenza.

La  nuova  edizione  del  Codice  deontologico,  che  oggi  si  consegna  alle  Colleghe  e  ai  Colleghi,  è incentratasuprincipieticiforti,piùchesuindicazionididettaglio,eribadisceilquadroirrinunciabile

dicontenutievalorichedovrannoessereguidaemodellodicomportamentoperognifarmacista nell’esercizioprofessionale,qualechesiailcontestodov’essrealizzato.

È profonda convinzione della Federazione degli Ordini che, nel magma delleincertezze di contesti e regolechecambiano,lapossibilitàdiriferirsiaunquadrodiriferimentoeticocertoeinattaccabile rappresentiperifarmacistiunagaranzia–forsel’unica–perpoter  continuareaessereanchein futuroquelchesonosemprestati:professionistialserviziodellatuteladellasalutedeicittadini.

 

 

 

Giacomo Leopardi

Presidente Federazione Nazionale Ordini Farmacisti Italiani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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 TITOLO I

OGGETTO E AMBITO DI APPLICAZIONE

 Art. 1Definizioni

 

 

1.  L’Ordine  professionale  è  l’ente  pubblico  che  garantisce  ai  cittadini  i  requisiti  di professionalità e la correttezza del comportamento degli iscritti.

 

2.IlCodicedeontologicoèlostrumentodiriferimentodell’Ordineprofessionaleeraccoglie

le  norme  e  i  principi  posti  a  garanzia  del  cittadino,  della  collettività  e  a  tutela  dell’etica, della dignità e del decoro dellaprofessione del farmacista.

 Art. 2 Ambitodiapplicazione

 

 

1.Tuttiifarmacistiiscrittiall’Albosonotenutiaconoscereeosservarelenormeeiprincipi contenuti   nel   presente   Codice   deontologico   ed    tenere   sempre,   anche   al   di   fuori dell’eserciziodellaprofessione,unacondottaconsonaalproprioruolo,taledanonportare

in nessun caso discredito alla professione.

 

 

 

 TITOLO II

PRINCIPIE DOVERI GENERALI

 

 

 CAPO I

DOVERI GENERALI DEL FARMACISTA

 Art. 3

Libertà, indipendenza e dignità della professione

 

1. Il farmacista deve:

a)  dichiarare, al momento dell’iscrizione allAlbo, d’aver letto il Codice deontologico;

b)  rispettare i principi del giuramento professionale;

c)  operareinpienaautonomiaecoscienzaprofessionale,conformementeaiprincipieticie tenendo sempre presenti i diritti delmalato e il rispetto della vita;

d)  osservaregliindirizzidinaturaprofessionaleedeontologicaenunciatidallaFederazione

Nazionale degli Ordini dei Farmacisti e dall’Ordine di appartenenza.

 

2. Al farmacista è vietato porre in essere, consentire o agevolare a qualsiasi titolo:

a) l’esercizio abusivo della professione;

b) ogni atto che configuri concorrenza sleale di cui all’art. 2598 del Codice Civile.

 

 

 

 

 

 

 

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 Art. 4

Dovere di collaborazione con autorità ed enti sanitari

 

 

1.   Il   farmacista,   nella   sua   qualità   di   operatore   sanitario,   collabora   con   le   autorità coadiuvandole nel raggiungimento dei loro obiettivi istituzionali.

 

 

2.Ilfarmacistapartecipaacampagnediprevenzioneedieducazionesanitariapromosseo organizzatedallecompetentiAutoritàdiconcertoconlaFederazioneNazionaledegliOrdini

dei farmacisti o con l’Ordine provinciale.

 

 

 CAPO II

OBBLIGHIPROFESSIONALIDELFARMACISTA

 Art. 5

Distintivo professionale e camice bianco

 

 

1.  Nell’attività  professionale  al  pubblico  il  farmacista  ha  l’obbligo  di  indossare  il  camice bianco e il distintivo professionale.

 

2.Ildistintivoprofessionalepuòessereutilizzatosolodagliiscrittiall’Albocheesercitano

la  professione  nelle  strutture  pubbliche  o  private  ove  è  prevista  per  legge  la  figura  del farmacista.

 

3.  Il  distintivo  professionaledel  farmacista  è  quello  adottato  dalla  Federazione  Nazionale degli Ordini dei Farmacisti e distribuito dall’Ordine provinciale.

 

 

4.  Il  titolare  o  il  direttore  di  farmacia  pubblica  o  privata  deve  curare  che  il  distintivo professionale e il camice bianco sianoprerogativa esclusiva del farmacista.

 Art. 6

Dispensazione e fornituradei medicinali

 

 

1.Ladispensazionedelmedicinaleèunattosanitario,atuteladellasaluteedell’integrità psico-fisica del paziente.

 

2.Ladispensazioneelafornituradiqualunquemedicinalesonoprerogativaesclusivadel farmacista,cheassolvepersonalmenteataleobbligoprofessionaleeneassumelarelativa responsabilità.

 Art. 7

Preparazione galenica dimedicinali in farmacia

 

1. La preparazione galenica di medicinali è prerogativaesclusivadelfarmacista in farmacia.

 

 

 

 

 

 

 

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2.  Il  farmacista,  nella  preparazione  dei  medicinali  in  farmacia,  è  tenuto  a  osservare  le procedure  di  allestimento  previste  dalla  normativa,  al  fine  di  garantirne  la  qualità  come presupposto di efficacia e sicurezza.

 Art. 8Farmacovigilanza

 

 

1.Ilfarmacistaconcorreallatuteladellasalutepubblicaattraversounapuntualeosservanza delle norme di farmacovigilanza.

 Art. 9

Formazione permanente e aggiornamentoprofessionale

 

 

1.   La   formazione   permanente    l’aggiornamento   sono   presupposti   per   garantire l’appropriatezza e l’efficacia della prestazione professionale.

 

2.   Il   farmacista   ha   il   dovere   della   formazione   permanente    dell’aggiornamento professionale   al   fine   di   adeguare   costantemente   le   proprie   conoscenze   al   progresso scientifico,  all’evoluzione  normativa,  ai  mutamenti  dell’organizzazione  sanitaria  e  alla domanda di salute dei cittadini.

 

 

3.Ilfarmacistapartecipaalleiniziativegratuitediformazionepermanenteeaggiornamento professionaleallequalilaFederazioneNazionaledegliOrdinideiFarmacistiol’Ordinedi appartenenza abbiano previsto la partecipazione.

 Art. 10

Uso inappropriato, abuso e usonon terapeutico dei medicinali

 

 

1.Alfarmacistaèvietato,inqualsiasimodo,consentireoagevolarelasomministrazione,a uominioanimali,didrogheodialtresostanzefarmacologichee,comunque,l’usodimetodi

o prodotti, a fini di doping.

 

2.  Il  farmacista  deve  vigilare  affinché  non  si  realizzi  un  uso  inappropriato  o  un  abuso  di medicinaliodialtriprodottichepossanocomportarealterazionidell’equilibriopsico-fisico

del paziente.

 

 

3.Ilfarmacistapromuovel’automedicazioneresponsabileescoraggial’usodimedicinalidi automedicazionequandonongiustificato da esigenze terapeutiche.

 

 

4.  Il  farmacista,  allorquando  ne  venga  a  conoscenza,  ha  il  dovere  di  segnalare  alla competente autorità i casi di abusoo uso non terapeuticodi medicinali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 TITOLO III RAPPORTI CON I CITTADINI

 Art. 11

Libera scelta della farmacia

 

 

1.  Al  farmacista  è  vietato  porre  in  essere  iniziative  o  comportamenti  che  limitino  o impediscanoildirittodiliberasceltadellafarmaciadapartedeicittadinisancitodall’art.15 della legge 475/1968.

 Art. 12

Attivitàdiconsiglioediconsulenza

 

 

1.  Nell’attività  di  consiglio  e  consulenza  professionale  il  farmacista  garantisce     una informazione  sanitaria  chiara,  corretta  e  completa,  con  particolare  riferimento  all’uso appropriato  dei  medicinali,  alle  loro  controindicazioni,  agli  effetti  collaterali  e  alla  loro conservazione.

 

2. Il farmacista è tenuto ad informare il paziente circa l’esistenza di farmaci equivalenti.

 

 

 

 TITOLO IV

RAPPORTI CON I MEDICI, I VETERINARIEGLIALTRISANITARI

 Art. 13

Rapporti con le altre professioni sanitarie

 

 

1.  La  comunicazione  tra  i  professionisti  della  sanità  si  ispira  ai  principi  del  rigore scientifico.

 

2.Ilfarmacista,nell’eserciziodellaprofessionedeveattenersialprincipiodelrispettonei confronti  degli  altri  sanitari,  favorendo  la  collaborazione  anche  al  fine  di  uno  scambio  di conoscenze e deve astenersi dal criticarne pubblicamente l’operato.

 

 Art. 14

Comparaggio e altri accordi illeciti

 

1.Irapporticonisanitariabilitatiallaprescrizione di medicinali non devonoesseremotivati

e condizionati da interessi o vantaggi economici.

 

 

2.  Costituisce  grave  abuso  professionale  incentivare,  in  qualsiasi  forma,  le  prescrizioni mediche o veterinarie, anche nell’ipotesiin cui ciò non costituisca comparaggio.

 

3.  Costituisce  grave  abuso  e  mancanza  professionale  acconsentire,  proporre  o  accettare accorditendentiapromuoverelavenditadimedicinalifinalizzataadunlorousoincongruo

o eccedente le effettive necessità terapeutiche per trarne unillecito vantaggio.

 

 

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 Art. 15

Divietodiaccaparramentodiricette

 

1.Ilfarmacistanondevepromuovere,organizzareoaderireainiziativediaccaparramento

di prescrizioni mediche comunque e dovunque poste in essere.

 

 

 

 TITOLOV

RAPPORTI PROFESSIONALI CON I COLLEGHIE I TIROCINANTI

 Art. 16

Dovere di collaborazione

 

 

1.  Il  farmacista  deve  tenere  nei  confronti  dei  colleghi  un  comportamento  improntato  alla correttezza e alla collaborazione professionale, nel rispetto dei ruoli e delle competenze.

 

2.Ilfarmacistacheaccoglieitirocinanti,concorre,diconcertoconl’Universitàel’Ordine professionale,  alla  loro  formazione,  verificando  che  questi  acquisiscano  le  necessarie competenze professionali e deontologiche.

 

 Art. 17 

Controversie professionali

 

1.   Eventuali   divergenze    controversie   di   natura   professionale,   per   un   tentativo   di conciliazione,sonosottoposteallavalutazionedell’Ordineprofessionale,primadiadirele

vie legali.

 

 Art. 18

Comportamentinoncorretti

 

1. E’ deontologicamente sanzionabile:

a)  porre in essere o favorire forme di sfruttamento dell’attività professionale dei colleghi;

b)  indurreicolleghi,anchepropricollaboratori,acomportarsiinmodononconformealle disposizionichedisciplinanol’eserciziodellaprofessioneoinmodononconformealla deontologiaprofessionale;

c)  porreinesserequalsiasiformadidiscriminazione,molestiaomobbingneiconfrontidi colleghioaltrilavoratori.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 TITOLOVI

RAPPORTI CON L’ORDINEPROFESSIONALE

 Art. 19

Dovere di collaborazione e comunicazione

 

 

1.  Il  farmacista  ha  l’obbligo  di  prestare  la  massima  disponibilità  e  collaborazione  nei rapporti con l’Ordine professionale.

 

2.Ilfarmacistahal’obbligodisegnalareall’Ordinediappartenenzaogniiniziativatendente

a  imporgli  comportamenti  contrari  alle  disposizioni  che  disciplinano  l’esercizio  della professioneo comunque non conformi ai principi della deontologia professionale.

 

 

 

 TITOLOVII

PUBBLICITA’ E INFORMAZIONESANITARIA

 Art. 20

Principi

 

1.Lapubblicitàdellaprofessionedifarmacistael’informazionesanitariasonoconsentite

nel  rispetto  dei  principi  di  correttezza,  veridicità  e  non  ingannevolezza.  Contestualmente all’attivazionedellapubblicità,ilfarmacistaètenutoatrasmetterneilcontenutoall’Ordine

di appartenenza.

 

 

2.  Il  farmacista  non  può  operare  alcuna  forma  di  pubblicità  in  favore  di  esercenti  altre professioni sanitarie o di strutture sanitarie.

 

3.Ilfarmacistanonpuòaccettarenéproporrel'esposizionedicomunicazionipubblicitarie relative  alla  propria  farmacia  ovvero  all’esercizio  di  cui  all’art.  5  della  Legge  248/2006, negli studi, ambulatori medici e veterinari, cliniche e strutture sanitarie e socio-assistenziali.

 

 

4.Lapubblicitàdellafarmaciaèconsentitaeliberanelrispettodeiprincipidicorrettezza, veridicità e non ingannevolezza a tutela e nell’interesse dei cittadini.

 

5.  E’  conforme  alle  norme  deontologiche  rendere  noti  al  pubblico  elementi  conoscitivi, veritieri  e  corretti  relativi  ai  servizi  prestati,  ai  reparti  presenti  nella  farmacia,  nonc ai prezzi praticati.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 TITOLOVIII

ATTIVITA’ PROFESSIONALENELLAFARMACIA

 Art. 21

Principi

 

 

1.  Sotto  il  profilo  deontologico,  il  ruolo  di  farmacista  professionista  e  di  farmacista imprenditoresono indissociabili.

 Art. 22

Organizzazione dell’esercizio

 

 

1.Iltitolareodirettoredellafarmaciadevecurarechel’eserciziosiaorganizzatoinmodo adeguato  al  ruolo  che  la  farmacia  svolge  in  quanto  presidio  socio-sanitario  e  centro  di servizi sanitari.

 Art. 23

Insegna della farmaciae cartelli indicatori

 

 

1.  Salvo  specifiche  norme  derivanti  da  leggi,  regolamenti  e  ordinanze,  l'insegna  della farmacia è obbligatoria e deve riportare comunque la dicitura “farmacia”.

 

2.Icartelliindicatori,daintendersiesclusivamentecomeicartellicheindicanoladirezione

eladistanzaperraggiungerelafarmaciapiùvicina,ancheinformadifrecciadirezionale, devonoessereinstallatinell'ambitoterritorialedellasedefarmaceuticadipertinenzaprevista

in pianta organica.

 

 

3.  I  cartelli  indicatori  devono  riportare  obbligatoriamente  sia  la  direzione  che  la  distanza della farmacia

 Art. 24

Medicinalisoggetti a prescrizione medica

 

 

1.Ilfarmacistadeverespingerelerichiestedimedicinalisenzalaprescrittaricettamedicao veterinaria o redatte su ricette prive dei requisiti stabiliti dalla legge.

 

2.Sonofattisalviicasiincuiricorra,aisensidelleleggivigenti,lostatodinecessitàper salvare, chiunque ne faccia richiesta, dal pericolo attuale di un danno grave alla persona.

 Art. 25

Divieto di detenere e dispensaremedicinalinon autorizzati

 

 

1.Ilfarmacistanonpuòdetenerenédispensare,népromuoveremedicinaliindustrialinon autorizzati al commercio in Italia, ancorché prescritti su ricetta medica.

 

 

 

 

 

 

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 Art. 26

Controllosullaricetta

 

1.Laspedizionedellaricettamedicapresupponecertezzanelfarmacistaesicurezzaperil paziente.Incasodiprescrizionedubbia,ilfarmacista,primadispedirelaricettaètenutoa prendere  contatto  con  il  medico  o  veterinario  prescrittore,  riservatamente  e  in  spirito  di collaborazione, per il necessario chiarimento.

 

 

2.  Il  farmacista  è  tenuto  a  verificare  che  il  medico  nella  prescrizione  di  preparazioni galeniche magistrali abbia rispettato i limiti previsti dall’art. 5 della legge 94/1998.

 Art. 27

Violazionedi norme convenzionali

 

 

1.  Il  rispetto  delle  disposizioni  di  natura  professionale  contenute  nelle  Convenzioni  che disciplinano  i  rapporti  tra  il  SSN  e  le  farmacie  pubbliche  e  private  costituisce  per  il farmacista  preciso  obbligo  deontologico  che,  ove  disatteso,  forma  oggetto  di  valutazione disciplinare.

 Art. 28

Consegna a domicilio dei medicinali

 

 

1.  La  consegna  a  domicilio  dei  medicinali  soggetti  a  prescrizione  medica  può  essere effettuata soltanto dopo che in farmacia sia avvenuta la spedizione della ricetta originale.

 

 

2.Ilfarmacistacheponeinessereiniziativediconsegnaadomiciliodeimedicinalideve garantirechetaleserviziosiasvoltonelrispettodiquantoprevistodagliartt.11,12e36e assicurarecorrettecondizionidi conservazione dei medicinali.

 

 

 

 TITOLO IX

ATTIVITA’ PROFESSIONALE NELL’INDUSTRIA FARMACEUTICA

 Art. 29

Principi di comportamento

 

1.  Il  farmacista  che  esercita  la  propria  attività  nell’industria  farmaceutica  deve  tutelare  la propria autonomia e indipendenzaprofessionale.

 

 Art. 30

Farmacista informatore tecnico scientifico

 

 

1.Ilfarmacistainformatoretecnicoscientificodevepromuoverelacorrettaconoscenzadei farmaci sulla base di esclusive valutazioni scientifiche.

 

 

 

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 TITOLOX

ATTIVITA’ PROFESSIONALENELLESTRUTTURESANITARIEPUBBLICHEO PRIVATE

 Art. 31

Rapporti con gli altri sanitari e colleghi

 

1.Ilfarmacistacheesercitalaprofessionenellestrutturesanitariepubblicheeprivatedeve agiresuunpianodiparidignitàeautonomiaconglialtrisanitariecolleghiconiqualideve instaurare  rapporti  di  costruttiva  collaborazione  professionale,  nel  rispetto  dei  reciproci ruoli.

 

 

2.Neirapporticonicolleghidifarmaciepubblicheoprivatedevefavorireloscambiodi informazionichepossanoconsentirelarealizzazionediun’assistenzafarmaceuticaadeguata alle necessità sanitarie nel tempoe nei luoghi in cui si opera.

 Art. 32

Controllosulladispensazione dei medicinali

 

 

1.Ilfarmacistacheesercitalaprofessionenellestrutturesanitariepubblicheeprivatedeve vigilarescrupolosamenteaffinché,ovesiaprevistaladispensazionedirettadelfarmacoal paziente,questasiaeffettuatasoltantodafarmacistienelrispettodiquantoprevistodall’art.

11.  Deve  altresì  curare  che  la  dispensazione  dei  farmaci,  su  richiesta  nominativa  per  uno specifico  paziente  con  piano  terapeutico  o  in  “dose  unitaria”,  avvenga,  dalle  strutture

farmaceutiche  di  propria  competenza  alle  Unità  Operative,  sotto  il  diretto  controllo  e  la personale responsabilità di un farmacista.

 

 

 

 TITOLOXI

ATTIVITA’ PROFESSIONALE NELLAMBITO DELLA DISTRIBUZIONE INTERMEDIA

 Art. 33

Doveri del direttore tecnico responsabile

 

1.  Il  farmacista  che  opera  nella  distribuzione  intermedia  deve  assicurare  che  tutti  i medicinali  siano  conservati  e  trasportati  nelle  condizioni  idonee.  Egli  garantisce  che  i medicinalisianocedutiesclusivamenteasoggettiautorizzatialladistribuzioneall’ingrosso

oallavenditadirettadimedicinali,allefarmacieeagliesercizidicuiall’art.5dellaLegge

248/2006 autorizzati dalla legge.

 

 

 

 

 

 

 

 

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 TITOLOXII

VENDITA DI MEDICINALITRAMITEINTERNET E PRODOTTI DIVERSI DAI MEDICINALI

 Art. 34

Vendita dimedicinalitramiteinternet

 

1.Nonèconsentitaalfarmacistalacessione,tramiteInternetoaltreretiinformatiche,di medicinali,  sia  su  prescrizione,  sia  senza  obbligo  di  prescrizione,  anche  omeopatici,  in conformità  alle  direttive  della  UE  e  delle  linee  guida  dell’OMS,  fatte  salve  le  specifiche normative nazionali.

 

 Art. 35

Prodotti diversi dai medicinali

 

1.  Nell’attività  di  vendita  di  prodotti  diversi  dai  medicinali,  il  farmacista  ha  l’obbligo  di agireinconformitàconilruolosanitariosvolto,nell’interessedellasalutedelcittadinoe dell’immagine professionale del farmacista.

 

 

 

 TITOLOXIII

RISERVATEZZAE SEGRETO PROFESSIONALE

 Art. 36

Riservatezza e segreto professionale

 

1.  La  conservazione  del  segreto  su  fatti  e  circostanze  dei  quali  il  farmacista  sia  venuto  a conoscenzaperragionedellasuaattivitàprofessionale,oltrecheunobbligogiuridicoèun imprescindibile  dovere  morale,  che  il  farmacista  deve  esigere  anche  dagli  incaricati  del trattamento dei dati personali.

 

 

 

 TITOLOXIV

INFRAZIONI AL CODICE DEONTOLOGICO

 Art. 37

Infrazioni al Codice Deontologico e potestà disciplinare dell’Ordine

 

 

1.  E’  fatto  obbligo  agli  Ordini  di  divulgare  le  disposizioni  contenute  nel  presente  Codice deontologico, di promuoverne la conoscenza e di verificarne il rispetto.

 

 

 

 

 

 

 

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2.  Le  infrazioni  al  presente  Codice  deontologico  sono  valutate  in  sede  disciplinare  dal

ConsiglioDirettivodell’Ordinediappartenenza.

 

 

3.Ilfarmacistaèsottopostoallavigilanzadeontologicadapartedell’Ordinenelcuiambito provinciale esercita l’attività professionale.

 

4.L’Ordineprofessionalepuòconvocareifarmacistiesercentinell’ambitodellaprovincia

disuacompetenza,avendocuradiinformareilpresidentedell’Ordinepressocuiilsanitario

è iscritto.

 

5.  E’  sanzionabile  qualsiasi  violazione  di  norme  di  leggi  o  regolamenti  che  disciplinano l’esercizio   della   professione   di   farmacist  il   servizio   farmaceutico   nonché   di provvedimentioordinanzelegittimamenteemanatidallecompetentiautoritàperragionidi igiene o sanità pubblica.

 

 

6.E’sanzionabilequalsiasiabusoomancanzanell’eserciziodellaprofessioneecomunque qualsiasicomportamentocheabbiacausatoopossacausareundisserviziooundannoalla salute del cittadino.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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 APPENDICE

 

 

 

 

 

Art. 3, comma 1, lettera b), del Codice Deontologico

 

 

 

 

GIURAMENTODEL FARMACISTA

Testo approvato dal Consiglio Nazionale il 15.12.2005

 GIURO DI  ESERCITARE  L’ARTEFARMACEUTICAINLIBERTÀE  INDIPENDENZA  DI GIUDIZIO    DI   COMPORTAMENTO,   IN   SCIENZA    COSCIENZA    NEL RIGOROSO  RISPETTO  DELLE  LEGGI,  DEI  REGOLAMENTI  E  DELLE  NORME  DI DEONTOLOGIAPROFESSIONALE;

 

II

 

DI  DIFENDERE  IL  VALORE  DELLA  VITA  CON  LA   TUTELA  DELLA  SALUTE FISICA  E  PSICHICA  DELLE  PERSONE    E  IL  SOLLIEVO  DELLA  SOFFERENZA COME  FINI  ESCLUSIVI  DELLA  PROFESSIONE,  AD  ESSI  ISPIRANDO  OGNI  MIO ATTO    PROFESSIONALE    CON    RESPONSABILITÀ    E    COSTANTE    IMPEGNO SCIENTIFICO,  CULTURALE    E  SOCIALE,  AFFERMANDO  IL  PRINCIPIO  ETICO DELL’UMANA SOLIDARIETÀ;

 

III

 

DI   ASSISTERE   TUTTI   COLORO   CHE   RICORRERANNO   ALLA   MI OPERA PROFESSIONALE    CON    SCRUPOLO,    ATTENZIONE    E    DEDIZIONE,    SENZA ALCUNA  DISTINZIONE  DI  RAZZA,  RELIGIONE,  NAZIONALITÀ,  CONDIZIONE SOCIALE    E  IDEOLOGIA  POLITICA  E  NEL  PIÙ  RIGOROSO  RISPETTO  DELLA LORODIGNITÀ;

 

IV

 

 

DI    AFFIDARE    LA    MIA    REPUTAZIONE    ESCLUSIVAMENTE    ALLE    MIE CAPACITÀPROFESSIONALIEALLEDOTIMORALIDICUISAPRÒDAREPROVA

EDIEVITARE,ANCHEALDIFUORIDELL’ESERCIZIO  PROFESSIONALE,OGNI ATTOECOMPORTAMENTOCHEPOSSANOLEDEREILPRESTIGIO,LADIGNI

E IL DECORODELLAPROFESSIONE FARMACEUTICA.

 

 

 LO GIURO

 

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Art. 3, comma 2, lettera b), del Codice Deontologico

 

 

Atti di concorrenza sleale

 

 

Art. 2598 c.c.

Fermeledisposizionicheconcernonolatuteladeisegnidistintiviedeidirittidibrevetto, compie atti di concorrenza sleale chiunque:

1)  usa  nomi  o  segni  distintivi  idonei  a  produrre  confusione  con  i  nomi  o  con  i  segni distintivi  legittimamente  usati  da  altri,  o  imita  servilmente  i  prodotti  di  un  concorrente,  o compie  con  qualsiasi  altro  mezzo  atti  idonei  a  creare  confusione  con  i  prodotti  e  con l'attività di unconcorrente;

2)  diffonde  notizie  e  apprezzamenti  sui  prodotti  e  sull'attività  di  un  concorrente,  idonei  a

determinarne  il  discredito  o  si  appropria  di  pregi  dei  prodotti  o  dell'impresa  di  un concorrente;

3)sivaledirettamenteoindirettamentediognialtromezzononconformeaiprincipidella correttezza professionale e idoneo adanneggiare l'altrui azienda.

 

 

 

Art. 5, comma 2, del Codice Deontologico

 

 

La figura del farmacista è espressamente prevista per legge nelle seguenti strutture:

 

 

¨        farmacie private

 

 

TULS – RD 27 luglio 1934, n. 1265

 

ART. 122

Lavenditaalpubblicodimedicinaliadoseoformadimedicamentononèpermessa che  ai  farmacisti  e  deve  essere  effettuata  nella  farmacia  sotto  la  responsabilità  del titolare della medesima.

Sono  considerati  medicinali  a  dose  o  forma  di  medicamento,  per  gli  effetti  della venditaalpubblico,ancheimedicamenticompostielespecialitàmedicinali,messiin commerciogià preparati e condizionati secondo la formula stabilita dal produttore.

Tali  medicamenti  composti  e  specialità  medicinali  debbono  portare  sull'etichetta applicata  a  ciascun  recipiente  la  denominazione  esatta  dei  componenti  con  la

indicazione  delle  dosi;  la  denominazione  deve  essere  quella  usuale  della  pratica medica, escluse le formule chimiche.

Il contravventore è punito con la sanzioneamministrativa da lire 100.000 a 1.000.000

 

ART. 378

Le   farmacie   il   cui   titolare   non   sia   farmacista   debbono   avere,   per   direttore responsabile,inconformitàaldispostodell'art.121,unfarmacistainscrittonell'albo professionale.

 

 

 

 

 

 

 

 

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DLgsCPS 13 settembre 1946, n. 233

 

ART. 8

Per  l'esercizio  di  ciascuna  delle  professioni  sanitarie  è  necessaria  l'iscrizione  al rispettivo albo.

 

¨        farmacie comunali

 

 

TULS – RD 27 luglio 1934, n. 1265

 

ART. 121

Le  farmacie  delle  istituzioni  pubbliche,  prevedute  nell'art.  114,  debbono  avere  per direttore responsabile un farmacista inscritto nell'albo professionale.

Il direttore ha l'obbligo di risiedere in permanenza nella farmacia.

Le  deliberazioni  e  gli  atti  di  nomina  e  di  sostituzione  dei  farmacisti  direttori  sono soggetti all'approvazione del prefetto.Ilprovvedimentodel prefetto è definitivo.

Ancheallefarmacie,adibiteadesclusivoserviziointernodegliistitutimilitari,deve essere preposto, come direttore responsabile, un farmacista diplomato.

 ART. 378 (vedi sopra)

 

 

Legge 2 aprile 1968, n. 475

 

ART. 10

Il  medico  provinciale   notizia,  mediante  pubblicazione  sul  foglio  degli  annunzi legali della provincia, delle farmacie vacanti o di nuova istituzione.

Entro20giornidallapubblicazionesulfoglioindicatoalcommaprecedentedeldecretoche dichiara  la  vacanza  della  sede  o  del  decreto  di  revisione  della  pianta  organica,  il  medico provinciale   comunica   il   decreto   stesso   al   sindaco   del   comune    al   presidente dell'amministrazione  ospedaliera  interessata  indicando  il  numero  delle  sedi  offerte  in prelazione.

L'amministrazione  comunale  o  quella  ospedaliera  entro  60  giorni  dall'avvenuta notifica  delibera,  nei  modi  di  legge,  l'eventuale  assunzione  della  gestione  della farmaciadandoneimmediatacomunicazionealmedicoprovinciale.Inmancanzadi tempestiva  comunicazione  l'amministrazione  comunale  o  quella  ospedaliera  decade

dal diritto di prelazione.

Nel  caso  di  assunzione  della  gestione  di  una  farmacia,  da  parte  del  comune, l'amministrazionecomunale,entrotrentagiornidalladatadiricevimentodell'attodi approvazione  da  parte  della  giunta  provinciale  amministrativa,  deve  approvare  il bando di concorso per titoli ed esamial posto di farmacista direttore.

Per  la  nomina  dei  farmacisti  addetti  alle  farmacie  dei  comuni  e  delle  aziende municipalizzate,siapplical'articolo32del decretodelPresidentedellaRepubblica

10giugno1955,n.854.

Nel  caso  di  assunzione  della  gestione  di  una  farmacia  resasi  vacante  o  di  nuova istituzionedapartedell'amministrazioneospedaliera,questadevedeliberare,entro30 giorni   dall data   di   comunicazione   dell'approvazione   da   parte   del   Comitato

 

 

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provinciale  di  assistenza  e  beneficenza  pubblica,  il  bando  di  concorso  per  titoli  ed esamialpostodifarmacistadirettore,inbaseallevigentidisposizionisuiconcorsi,

per farmacisti ospedalieri.

Èinfacoltàdell'amministrazioneospedalieraaffidareladirezionedellafarmaciaad unodeiproprifarmacistiiscrittiall'alboprofessionaleesemprechéassuntoaseguito

di concorso per farmacisti ospedalieri.

 

 

¨        farmacie ospedaliere e nelle farmacie interne delle case di cura

 

 

TULS – RD 27 luglio 1934, n. 1265

 ART. 378 (vedi sopra)

 

 

¨        farmacie militari

 

 

TULS – RD 27 luglio 1934, n. 1265

 ART. 121 (vedi sopra)

 

 

¨        istituti di pena

 

 

Legge 9 ottobre 1970, n. 740

 

ART. 43

I  farmacisti  e  i  veterinari,  i  quali  prestano  la  loro  opera  presso  istituti  o  servizi dell'Amministrazione   degli   istituti   di   prevenzione    di   pena,   sono   qualificati farmacisti e veterinari incaricati.

Essihannoleattribuzioniprevistedairegolamentipergliistitutidiprevenzioneedi pena.

Leprestazioniprofessionalireseinconseguenzadelconferimentodell'incaricosono disciplinate dalle norme della presente legge.

Ai  farmacisti  e  ai  veterinari  incaricati  non  sono  applicabili  le  norme  relative  alla incompatibilità  ed  al  cumulo  di  impieghi,   alcuna  altra  norma  concernente  gli impieghi civili dello Stato.

IlnumerodeifarmacistiedeiveterinariincaricatièquellorisultantedallatabellaD

allegata alla presente legge.

 

 

¨        presso i grossisti autorizzati alla vendita diretta di medicinali veterinari

 

 

DLgs 6 aprile 2006, n. 193

 

ART. 70

1.Lavenditaaldettagliodimedicinaliveterinarièeffettuatasoltantodafarmacistiin farmacia,   dietro   presentazione   di   ricetta   medico-veterinaria,   se   prevista   come obbligatoria.

 

 

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2.   In   deroga   al   comm 1,     condizione   che   la   vendita   avvenga   sotto   la responsabilità  di  persona  abilitata  all'esercizio  della  professione  di  farmacista,  i titolaridiautorizzazionealcommercioall'ingrossoeifabbricantidipremisceleper alimenti    medicamentosi,    possono    essere    autorizzati    alla    vendita    diretta, rispettivamente  di  medicinali  veterinari  nelle  varie  tipologie  e  di  premiscele  per alimentimedicamentosiaititolaridegliimpiantidicuiall'articolo65,lepremiscele

per  alimenti  medicamentosi  possono  essere  vendute  direttamente  solo  ai  titolari  di impiantidiallevamentoautorizzatiallafabbricazionedimangimimedicatiaisensi

del  decreto  legislativo3  marzo  1993,  n.  90,  e  nelle  quantità  prescritta  strettamente necessaria  per  il  trattamento  o  la  terapia.  I  titolari  di  autorizzazione  al  commercio all'ingrosso,  alle  stesse  condizioni,  possono  essere  altresì  autorizzati  alla  vendita direttadimedicinaliveterinariinconfezionidestinateesclusivamenteadanimalida

compagnia,   nonché   di   medicinali   veterinari   senza   obbligo   di   ricetta   medico- veterinaria.

3.L'autorizzazioneall'eserciziodell'attivitàdivenditadirettadimedicinaliveterinari

è   rilasciata   dalla   regione    dalla   provinci autonom  dagli   organi   da   esse individuati,secondomodalitàdallestessestabiliteeacondizionecheilrichiedente soddisfi i seguenti requisiti generali:

a)   sia   in   possesso   dell'autorizzazione   al   commercio   all'ingrosso   di   medicinali

veterinari, rilasciata ai sensi dell'articolo 66;

b)  non  abbia  riportato  condanne  penali  per  truffa  o  per  commercio  di  medicinali irregolari;

c)  disponga  di  una  persona  responsabile  della  vendita,  in  possesso  del  diploma  di laureainfarmaciaoinchimicaetecnologiafarmaceutiche,aisensidella legge19 novembre 1990, n. 341,esuccessivemodificazioni,chenonabbiariportatocondanne penali  per  truffa  o  per  commercio  di  medicinali  irregolari;  la  responsabilità  della

vendita  in  più  magazzini  appartenenti  allo  stesso  titolare  può  essere  affidata  a  una stessa  persona  purché  in  ciascun  magazzino  sia  garantita  la  presenza  della  persona responsabile durante gli orari di vendita.

4.  Alla  domanda  per  il  rilascio  dell'autorizzazione  di  cui  al  comma  3,  deve  essere allegata almeno la seguente documentazione:

a)  il  certificato  di  iscrizione  della  persona  di  cui  al  comma  3,  lettera  c),  all'albo professionale dei farmacisti;

b)  la  dichiarazione  di  accettazione  dell'incarico  da  parte  della  persona  di  cui  al comma 3, lettera c), con la precisazione di altri eventuali incarichipresso altre sedi;

c) l'indicazione dei giorni e degli orari nei quali viene effettuata la vendita diretta;

d) l'indicazione delle tipologie di medicinali veterinari destinati alla vendita diretta.

5. Il termine per il rilascio dell'autorizzazionedi cui al comma 1, è di novanta giorni a decorrere  dalla  data  di  ricezione  dell'istanza  da  parte  dell'Ufficio  competente.  Il responsabiledelprocedimentopuòrichiedereunaintegrazionedelladocumentazione

dicuialcomma2;intalecaso,ilterminedinovantagiorniprevistoperilrilascio dell'autorizzazione   è   sospeso   fino   alla   presentazione   delle   integrazioni   alla documentazione   richieste.   L'autorizzazione   è   rilasciata   sulla   base   del   parere favorevole  del  servizio  veterinario  competente  per  territorio.  Fatti  salvi  gli  effetti della  sospensione  del  termine  sopra  richiamata,  qualora  entro  l'indicato  termine  di novanta  giorni  non  sia  comunicato  all'interessato  il  provvedimento  di  diniego,  la

domanda di autorizzazione si considera accolta.

 

 

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6.Nelcasoincuil'eserciziodell'attivitàdivenditadirettadimedicinaliveterinarisia effettuatoinpiùmagazziniconsedidiverse,l'autorizzazionedicuialcomma1,deve essere richiesta per ognuno di essi.

7.L'autorizzazionedeveindicarealmenolegeneralitàdeltitolareedelresponsabile dellavendita,lasede,igiornieglioraridivendita,nonchéletipologiedimedicinali

veterinaricheformanooggettodell'attivitàedètrasmessaincopiaalMinisterodella salute, che l'annota in apposito elenco.

8.Leautorizzazionigiàrilasciateprimadell'entratainvigoredelpresentedecretoe conformi  alla  previgente  normativa,  mantengono  la  loro  efficacia,  fatte  salve  le eventuali  integrazioni  richieste  dagli  enti  preposti  al  rilascio  a  norma  del  presente decreto.

9.  Il  requisito  di  cui  al  comma  3,  lettera  a),  non  è  richiesto  per  i  fabbricanti  di

premiscele  per  alimenti  medicamentosi  qualora,  in  relazione  a  tali  prodotti,  siano titolari di A.I.C.

 

¨        negli  esercizi  commerciali  che  vendono  medicinali  non  soggetti  a  prescrizione

medica.

 

DL 4 luglio 2006, n. 223 convertito nella legge 4 agosto 2006, n. 248

 

ART. 5

1.  Gli  esercizi  commerciali  di  cui  all'articolo  4,  comma  1,  lettere  d),  e)  e  f),  del decreto  legislativo  31  marzo  1998,  n.  114,  possono  effettuare  attività  di  vendita  al pubblico  dei  farmaci  da  banco  o  di  automedicazione,  di  cui  all'articolo  9-bis  del decreto-legge18settembre2001,n.347,convertito,conmodificazioni,dalla legge

16novembre2001,n.405,edituttiifarmacioprodottinonsoggettiaprescrizione medica,previacomunicazionealMinisterodellasaluteeallaregioneincuihasede l'esercizio  e  secondo  le  modalità  previste  dal  presente  articolo.  È  abrogata  ogni norma incompatibile.

2.Lavenditadicuialcomma1èconsentitadurantel'orariodiaperturadell'esercizio commercialeedeveessereeffettuatanell'ambitodiunappositoreparto,allapresenza

e  con  l'assistenza  personale  e  diretta  al  cliente  di  uno  o  più  farmacisti  abilitati all'eserciziodellaprofessioneediscrittialrelativoordine.Sono,comunque,vietatii concorsi, le operazioni a premio e le vendite sotto costo aventiadoggettofarmaci.

3.Ciascundistributorealdettagliopuòdeterminareliberamenteloscontosulprezzo indicatodalproduttoreodaldistributoresullaconfezionedelfarmacorientrantenelle categoriedicuialcomma1,purchéloscontosiaespostoinmodoleggibileechiaro

al  consumatore  e  sia  praticato  a  tutti  gli  acquirenti.  Ogni  clausola  contrattuale contrariaènulla.Sonoabrogatil'articolo 1,comma4,del decreto-legge27maggio

2005,n.87,convertito,conmodificazioni,dalla legge26luglio2005,n.149,edogni altra norma incompatibile.

3-bis.  Nella  provincia  di  Bolzano  è  fatta  salva  la  vigente  normativa  in  materia  di bilinguismo  e  di  uso  della  lingua  italiana  e  tedesca  per  le  etichette  e  gli  stampati illustrativi  delle  specialità  medicinali  e  dei  preparati  galenici  come  previsto  dal

decreto del Presidente della Repubblica 15 luglio 1988, n. 574.

4.Allaletterab)del comma1dell'articolo105del decretolegislativo24aprile2006,

n.   219 è   aggiunto,  infine,   il   seguente  periodo:   «L'obblig di   chi   commercia

 

 

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all'ingrossofarmacididetenerealmenoil90percentodellespecialitàincommercio nonsiapplicaaimedicinalinonammessiarimborsodapartedelserviziosanitario nazionale,fattasalvalapossibilitàdelrivenditorealdettagliodirifornirsipressoaltro grossista.».

5.Al comma1dell'articolo7della legge8novembre1991,n.362,sonosoppressele

seguentiparole:«chegestiscanofarmacieanteriormentealladatadientratainvigore dellapresentelegge»;alcomma2delmedesimoarticolosonosoppresseleseguenti parole:«dellaprovinciaincuihasedelasocietà»;alcomma1,letteraa),dell'articolo

8 della medesima legge è soppressa la parola: «distribuzione,».

6. Sono abrogati i commi 5, 6 e 7 dell'articolo 7della legge 8 novembre 1991,n. 362.

6-bis.  I  commi  9  e  10  dell'articolo  7  della  legge  8  novembre  1991,  n.  362,  sono sostituiti dai seguenti:

«9.Aseguitodiacquistoatitolodisuccessionediunapartecipazioneinunasocietà

dicuialcomma1,qualoravenganomenoirequisitidicuialsecondoperiododel comma  2,  l'avente  causa  cede  la  quota  di  partecipazione  nel  termine  di  due  anni dall'acquisto medesimo.

10.Ilterminedicuialcomma9siapplicaancheallavenditadellafarmaciaprivata

dapartedegliaventicausaaisensidel dodicesimocommadell'articolo12della legge

2 aprile 1968, n. 475».

6-ter.Dopoil comma4dell'articolo7della legge8novembre1991,n.362, èinserito

il seguente:

«4-bis.Ciascunadellesocietàdicuialcomma1puòesseretitolaredell'eserciziodi nonpiùdiquattrofarmacieubicate nella provincia dove ha sede legale.»

7.  Il  comma  2  dell'articolo  100  del  decreto  legislativo  24  aprile  2006,  n.  219,  è abrogato.

 

 

 

Art. 7, comma 2, del Codice Deontologico

 

 

Procedurediallestimento deipreparatigalenici.

 

 

-   Norme   di   buona   preparazion dei   medicinali   in   farmacia”   contenute   nell’XI

edizione della Farmacopea Ufficiale.

 

 

-   DM  18  novembre  2003   Procedure  di  allestimento  dei  preparati  magistrali  e officinali (NBP) semplificate.

 

-   DM  22  giugno  2005  -  Procedure  di  allestimento  in  farmacia  di  preparazioni magistrali e officinali

ART. 1

1.Lefarmaciepubblicheeprivateapertealpubblicoelefarmacieinterneospedaliere cheallestisconopreparatiofficinalinonsterilisuscalaridottaepreparatimagistralinon sterilipossonoseguire,inalternativaalleprescrizionicontenuteneldecretoministeriale

18novembre2003,pubblicatonellaGazzettaUfficialedellaRepubblicaitalianan.11

del  15  gennaio  2004,  le  «Norme  di  buona  preparazione  dei  medicinali  in  farmacia»

contenute  nella  vigente  edizione  della  Farmacopea  ufficiale  della  Repubblica  italiana,

 

 

 

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approvatacondecretoministeriale2maggio2002,pubblicatonellaGazzettaUfficialen.

115del18 maggio2002.

2.Restafermol'obbligodiosservarele«Normedibuonapreparazionedeimedicinaliin farmacia»,richiamatealcomma1,peripreparatiofficinaliemagistralisterilieperle preparazioni  che  devono  essere  manipolate  in  apposite  e  dedicate  cappe  biologiche  di sicurezza, quali preparati tossici, antitumorali, radiofarmaci.

 

 

 

Art. 11 del Codice Deontologico

 

 

Diritto di libera scelta della farmacia

 

 

Legge 2 aprile 1968, n. 475

 

ART. 15

È riconosciuto ad ogni cittadino, anche se assistito in regime mutualistico, il diritto di libera scelta della farmacia.

 

 

 

Art. 12, comma 2, del Codice Deontologico

 

 

Farmaci equivalenti

 

 

D.L. 27 maggio 2005, n. 87 convertito nella legge 26 luglio2005,n.149

 

ART. 1

1.Ilfarmacista,alqualevengapresentataunaricettamedicachecontengalaprescrizionedi

unfarmacoappartenenteallaclassedicuiallaletterac)del comma10dell'articolo8della legge24dicembre1993,n.537,comemodificatodalla legge30dicembre2004,n.311,è obbligatosullabasedellasuaspecificacompetenzaprofessionaleadinformareilpaziente dell'eventualepresenzaincommerciodimedicinaliaventiugualecomposizioneinprincipi

attivi,nonchéformafarmaceutica,viadisomministrazione,modalitàdirilascioedosaggio unitariouguali.Qualorasullaricettanonrisultiappostadalmedicol'indicazionedellanon sostituibilitàdelfarmacoprescritto,ilfarmacista,surichiestadelcliente,ètenutoafornire

un  medicinale  avente  prezzo  più  basso  di  quello  del  medicinale  prescritto.  Ai  fini  del confronto il prezzo è calcolato per unità posologica o quantità unitaria di principio attivo.

2.  Ai  sensi  dell'articolo  1,  comma  168,  della  legge  30  dicembre  2004,  n.  311,  l'Agenzia italianadelfarmaco,entrotrentagiornidalladatadientratainvigoredelpresentedecreto,

compilaediffondeaimedicidimedicinagenerale,aipediatriconvenzionati,aglispecialisti

eagliospedalieri,nonchéalleaziendesanitarielocaliedalleaziendeospedalierel'elenco

dei  farmaci  nei  confronti  dei  quali  trova  applicazione  il  comma  1.  Una  o  più  copie dell'elenco  devono  essere  poste  in  modo  ben  visibile  al  pubblico  all'interno  di  ciascuna farmacia.

6-bis.Ilfarmacistachenonottemperaagliobblighiprevistidalpresentearticoloèsoggetto alla  sanzione  pecuniaria  indicata  nell'articolo  8,  comma  3,  del  decreto  legislativo  30

dicembre1992,n.539,esuccessivemodificazioni.Incasodireiterazionedelleviolazioni

 

 

 

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può  essere  disposta  la  chiusura  temporanea  della  farmacia  per  un  periodo  comunque  non inferiore a giorni quindici.

 

 

 

Art. 20, comma 3, del Codice Deontologico

 

 

Esercizi commerciali di cui all’art. 5 della legge 248/2006

 

 

DL 4 luglio 2006, n. 223 convertito nellalegge4agosto 2006, n. 248

ART. 5

(vedi sopra sub art. 5, comma2 del Codice Deontologico)

 

 

 

Art. 24, comma 2, del Codice Deontologico

 

 

Stato di necessità

 

 

Art. 54 c.p.

 

Nonèpunibilechihacommessoilfattoperesservistatocostrettodallanecessitàdisalvare

 od  altri  dal  pericolo  attuale  di  un  danno  grave  alla  persona,  pericolo  da  lui  non volontariamente  causato,   altrimenti  evitabile,  sempre  che  il  fatto  sia  proporzionato  al pericolo.

Questa  disposizione  non  si  applica  a  chi  ha  un  particolare  dovere  giuridico  di  esporsi  al pericolo.

Ladisposizionedellaprimapartediquestoarticolosiapplicaancheselostatodinecessitàè determinato   dall'altrui   minaccia;   ma,   in   tal   caso,   del   fatto   commesso   dalla   persona minacciata risponde chi l'ha costretta a commetterlo.

 

Legge 24 novembre1981,n.689

 

ART. 4

Nonrispondedelleviolazioniamministrativechihacommessoilfattonell'adempimentodi

undovereonell'eserciziodiunafacoltàlegittimaovveroinstatodinecessitàodilegittima difesa.

Se  la  violazione  è  commessa  per  ordine  dell'autorità,  della  stessa  risponde  il  pubblico ufficiale che ha dato l'ordine.

I  comuni,  le  province,  le  comunità  montane  e  i  loro  consorzi,  le  istituzioni  pubbliche  di assistenza  e  beneficenza  (IPAB),  gli  enti  non  commerciali  senza  scopo  di  lucro  che svolgonoattivitàsocio-assistenzialeeleistituzionisanitarieoperantinelServiziosanitario nazionaleediloroamministratorinonrispondonodellesanzioniamministrativeeciviliche riguardano   l'assunzione   di   lavoratori,   le   assicurazioni   obbligatorie    gli   ulteriori adempimenti,relativiaprestazionilavorativestipulatenellaformadelcontrattod'operae successivamentericonosciutecomerapportidilavorosubordinato,purchéesauritealladata

del 31 dicembre 1997.

 

 

 

 

 

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Art. 26, comma 2, del Codice Deontologico

 

 

Prescrizione di preparazionigaleniche magistrali - Limiti

 

 

D.L.17febbraio1998,n.23 convertito nella legge 8 aprile 1998,n. 94.

 

ART. 5

1.Fattosalvoildispostodelcomma2,imedicipossonoprescriverepreparazionimagistrali esclusivamente  a  base  di  principi  attivi  descritti  nelle  farmacopee  dei  Paesi  dell'Unione europeaocontenutiinmedicinaliprodottiindustrialmentedicuièautorizzatoilcommercio

inItaliaoinaltroPaesedell'Unioneeuropea.Laprescrizionedipreparazionimagistraliper

uso  orale  può  includere  principi  attivi  diversi  da  quelli  previsti  dal  primo  periodo  del presentecomma,qualoraquestisianocontenutiinprodottinonfarmaceuticiperusoorale, regolarmente  in  commercio  nei  Paesi  dell'Unione  europea;  parimenti,  la  prescrizione  di

preparazionimagistraliperusoesternopuòincludereprincipiattividiversidaquelliprevisti

dalprimoperiododelpresentecomma,qualoraquestisianocontenutiinprodotticosmetici regolarmente  in  commercio  in  detti  Paesi.  Sono  fatti  in  ogni  caso  salvi  i  divieti  e  le limitazioni stabiliti dal Ministero della sanità peresigenze di tutela della salute pubblica.

2.  È  consentita  la  prescrizione  di  preparazioni  magistrali  a  base  di  principi  attivi  già contenutiinspecialitàmedicinalilacuiautorizzazioneall'immissioneincommerciosiastata revocata o non confermata per motivi non attinenti ai rischi di impiego del principio attivo.

3.Ilmedicodeveottenereilconsensodelpazientealtrattamentomedicoespecificarenella ricetta  le  esigenze  particolari  che  giustificano  il  ricorso  alla  prescrizione  estemporanea. Nella  ricetta  il  medico  dovrà  trascrivere,  senza  riportare  le  generalità  del  paziente,  un riferimentonumericooalfanumericodicollegamentoadatid'archivioinpropriopossesso

che  consenta,  in  caso  di  richiesta  da  parte  dell'autorità  sanitaria,  di  risalire  all'identità  del paziente trattato.

4.  Le  ricette  di  cui  al  comma  3,  in  originale  o  in  copia,  sono  trasmesse  mensilmente  dal farmacista  all'azienda  unità  sanitaria  locale  o  all'azienda  ospedaliera,  che  le  inoltrano  al

Ministerodellasanitàperleopportuneverifiche,ancheaifinidell'eventualeapplicazione

dell'articolo 25, comma 8, del decreto legislativo 29 maggio 1991,n. 178.

5.Ledisposizionideicommi3e4nonsiapplicanoquandoilmedicinaleèprescrittoper indicazioniterapeutichecorrispondentiaquelledeimedicinaliindustrialiautorizzatiabase dello stesso principio attivo.

6.  La  violazione,  da  parte  del  medico  o  del  farmacista,  delle  disposizioni  del  presente

articolo  è  oggetto  di  procedimento  disciplinare  ai  sensi  del  decreto  legislativo  del  Capo provvisorio dello Stato 13 settembre1946,n.233.

 

 

 

Art. 27 del Codice Deontologico

 

 

Violazione di norme convenzionali

 

 

Legge 23 dicembre 1978, n. 833

 

ART. 48

decimo comma

 

 

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Gli  ordini  e  collegi  professionali  sono  tenuti   a  valutare  sotto  il  profilo  deontologico  i comportamenti  degli  iscritti  agli  albi  professionali  che  si  siano  resi  inadempienti  agli obblighi   convenzionali,   indipendentement dalle   sanzioni   applicabili    norma   di convenzione.

 

DLgs 30 dicembre 1992, n. 502

 

ART. 8

3.GliOrdiniediCollegiprofessionalisonotenutiavalutaresottoilprofilodeontologicoi comportamenti   degli   iscritti   agli   Albi   ed   ai   Collegi   professionali   che   si   siano   resi inadempienti  agli  obblighi  convenzionali.  I  ricorsi  avverso  le  sanzioni  comminate  dagli OrdiniodaiCollegisonodecisidallaCommissionecentralepergliesercentileprofessioni sanitarie.

 

 

 

Art. 33 del Codice Deontologico

 

 

Esercizi commerciali di cui all’art. 5 della legge 248/2006

 

 

DL 4 luglio 2006, n. 223 convertito nella legge 4 agosto 2006, n. 248

ART. 5

(vedi sopra sub art. 5, comma2 del Codice Deontologico)

 

 

 

Art. 36 del Codice Deontologico

 

 

Riservatezza e segreto professionale

 

 

DLgs 30 giugno 2003,n. 196

 

ART. 83

1.  I  soggetti  di  cui  agli  articoli  78,  79  e  80  adottano  idonee  misure  per  garantire, nell'organizzazione  delle  prestazioni  e  dei  servizi,  il  rispetto  dei  diritti,  delle  libertà fondamentali  e  della  dignità  degli  interessati,  nonc del  segreto  professionale,  fermo restandoquantoprevistodalleleggiedairegolamentiinmateriadimodalitàditrattamento

dei dati sensibili e di misure minime di sicurezza.

2. Le misure di cui al comma 1 comprendono, in particolare:

a)  soluzioni  volte  a  rispettare,  in  relazione  a  prestazioni  sanitarie  o  ad  adempimenti amministrativi  preceduti  da  un  periodo  di  attesa  all'interno  di  strutture,  un  ordine  di precedenza    di   chiamata   degli   interessati   prescindendo   dalla   loro   individuazione nominativa;

b)  l'istituzione  di  appropriate  distanze  di  cortesia,  tenendo  conto  dell'eventuale  uso  di apparati vocali o di barriere;

c)  soluzioni  tali  da  prevenire,  durante  colloqui,  l'indebita  conoscenza  da  parte  di  terzi  di

informazioni idonee a rivelare lo stato di salute;

 

 

 

 

 

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d)   cautele   volte   ad   evitare   che   le   prestazioni   sanitarie,   ivi   compresa   l'eventuale documentazionedianamnesi,avvengainsituazionidipromiscuitàderivantidallemodalità

o dai locali prescelti;

e)  il  rispetto  della  dignità  dell'interessato  in  occasione  della  prestazione  medica  e  in  ogni operazioneditrattamentodeidati;

f)  la  previsione  di  opportuni  accorgimenti  volti  ad  assicurare  che,  ove  necessario,  possa esseredatacorrettamentenotiziaoconfermaanchetelefonica,aisoliterzilegittimati,diuna prestazionedi pronto soccorso;

g)laformaleprevisione,inconformitàagliordinamentiinternidellestruttureospedalieree territoriali,diadeguatemodalitàperinformareiterzilegittimatiinoccasionedivisitesulla dislocazione   degli   interessati   nell’ambito   dei   reparti,   informandone   previamente   gli interessati e rispettando eventuali loro contrarie manifestazioni legittime di volontà;

h)lamessainattodiprocedure,anchediformazionedelpersonale,diretteaprevenirenei confrontidiestraneiun'esplicitacorrelazionetral'interessatoerepartiostrutture,indicativa dell'esistenza di un particolare stato di salute;

i)lasottoposizionedegliincaricatichenonsonotenutiperleggealsegretoprofessionalea regole di condotta analoghe al segreto professionale.

2-bis.Lemisuredicuialcomma2nonsiapplicanoaisoggettidicuiall'articolo78,che ottemperanoalledisposizionidicuialcomma1secondomodalitàadeguateagarantireun

rapporto  personale  e  fiduciario  con  gli  assistiti,  nel  rispetto  del  codice  di  deontologia sottoscritto ai sensi dell'articolo 12.

 

Art. 622 c.p. (Rivelazione di segreto professionale).

Chiunque,avendonotizia,perragionedelpropriostatooufficio, odellapropriaprofessione

o  arte,  di  un  segreto,  lo  rivela,  senza  giusta  causa,  ovvero  lo  impiega  a  proprio  o  altrui profitto,èpunito,sedalfattopuòderivarenocumento,conlareclusionefinoaunannoo

con la multa da euro 30 a euro 516.

Lapenaèaggravataseilfattoècommessodaamministratori,direttorigenerali,dirigenti preposti  alla  redazione  dei  documenti  contabili  societari,  sindaci  o  liquidatori  o  se  è commesso da chi svolge la revisione contabile della società.

Il delitto è punibile a querela della persona offesa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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