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DDL LIBERALIZZAZIONI, IL PUNTO

Il percorso legislativo dei Ddl Liberalizzazioni viene ad essere congelato a causa delle dimissioni del Ministro Guidi, che è stata la responsabile della stesura del testo. Questo ritardo e l’eventualità di nuovi equilibri nel governo sta tenendo ancora in ansia la categoria.

Per galateo istituzionale ed opportunità politica si attende la nomina del nuovo responsabile del Dicastero, tuttavia si pensa che i tempi si allungheranno perché non c’è ancora l’accordo tra le forze politiche su alcuni punti del Testo. Tra i punti più controversi rimane l’articolo che riguarda le farmacie, ed in particolare nell’individuare le norme che prevedono limitazioni all’entrata del capitale nella proprietà della Farmacia.

Le perplessità nascono anche dal fatto che nel provvedimento si riscontrano alcune contraddizioni, e, in particolare, il testo delle norme scritte non sempre è in linea conseguenziale rispetto al tema del disegno di legge ed alle dichiarazioni dal Ministro in sede di licenziamento del Ddl liberalizzazioni.

 

L’argomento è stato ampiamente dibattuto nelle assisi più importanti della categoria, in particolare a Farmacista Più nel mese di Marzo ed a Cosmofarma Exibition dal 15 al 17 aprile.

 

Facendo riferimento al testo del Disegno di legge, si rileva che l’apertura al capitale senza alcuna limitazione, introdurrebbe nel sistema un nuovo player ed un modello di business che andrebbe in tempi più o meno brevi, a ridurre gli attori in gioco, non ad aumentarli, e, in questo modo, si introdurrebbero dei meccanismi che vanno in direzione opposta rispetto a quello pro concorrenziale, che era lo scopo principale del provvedimento.

 

Una normativa così strutturata sicuramente ridurrebbe l’efficienza del servizio farmaceutico e la sua capillarità, soprattutto nelle zone periferiche e rurali dove vive la gran parte della popolazione che usufruisce dei servizi sanitari pubblici.

 

Dal momento che l’ingresso del capitale, a meno di nuove indicazioni o ripensamenti del Governo, che non sembrano plausibili, viene, quindi, considerato ineludibile, bisogna prendere in considerazione la possibilità di inserire nel testo dei paletti e delle limitazioni cosa che appare possibile soprattutto perchè si mostra una certa disponibilità da parte della totalità delle forze politiche a discuterle con i componenti della categoria professionale.

 

La categoria si sta muovendo a più livelli:

 

  1. nelle Commissioni competenti per emendare il testo con l’inserimento dei suddetti “paletti” che regolamentano un ingresso indiscriminato del capitale; la norma da inserire dovrebbe prevedere che il capitale possa acquisire il 100% della proprietà della singola farmacia, ma con una limitazione al numero delle farmacie facenti capo ad un unico soggetto, limitando questa percentuale ad un livello regionale, per evitare concentrazioni monopolistiche in alcune regioni piuttosto che in altre.

  2. Nell’incoraggiare le Società o Cooperative di distribuzione intermedia di proprietà dei Farmacisti, affinchè possano predisporre strategie, piani industriali e strumenti di aggregazione adatti a supportare le farmacie nelle diverse situazioni imprenditoriali che saranno scelte da ognuna.

  3. Nel promuovere nelle farmacie una sempre più corretta gestione finanziaria ed economica, che consenta di guardare oltre la concorrenza e che porti a privilegiare la capacità professionale. Su questo discriminante la farmacia indipendente dovrà giocare un ruolo fondamentale a proprio favore nel nuovo scenario.

 

Claudio Distefano

 

 

 

 

 

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