Benvenuti sul nostro sito:
  • Sito dell'Ordine dei Farmacisti di Catania . Notizie, Modulistica ed altro ancora
  • Provider Regionale ECM N.391
  • Conforme UNI EN ISO 9001:2008

Le gastroenteriti

 

 

La gastroenterite è una sofferenza intestinale che provoca almeno tre scariche diarroiche, o comunque un aumento delle evacuazioni giornaliere rispetto alle comuni abitudini del soggetto, a cui si associa il vomito.

A seconda della causa, i sintomi possono presentarsi da uno a tre giorni dopo l’infezione e può essere classificata, in base alla durata dei sintomi, in:
- gastroenterite acuta: si risolve generalmente nell'arco di pochi giorni, e comunque mai oltre le due settimane.
- gastroenterite persistente: ha un decorso più lento e non scompare prima di 14 giorni
- gastroenterite cronica: manifesta i sintomi per oltre 30 giorni.

Tra i patogeni potenzialmente responsabili di gastroenterite si descrivono virus ( Norovirus, Astrovirus, Rotavirus e Adenovirus), batteri ( Salmonella, Campylobacter spp., 6 ceppi di E. Coli, Vibrio spp., Aeromonas spp., Yersinia, Bacillus cereus, Clostridium perfrigens, Staphylococcus aureus enterotossicogeno, Listeria monocytogenes e Shigella spp.), e parassiti ( Cryptosporidium, Microsporidi, Giardia, Cyclospora cajetanensis ed Entamoeba histolyca).

 

I principali sintomi che si manifestano sono:
• Feci liquide (diarrea) – la presenza eventuale di sangue è segno di un’infezione più grave
• Crampi addominali
• Nausea
• Vomito
• Febbricola
• Cefalea e dolori muscolari.

La gastroenterite si manifesta in tutto il mondo e colpisce persone di ogni età, razza e condizione sociale. Nei paesi in via di sviluppo è una delle principali cause di mortalità infantile. Le persone più vulnerabili sono i bambini che frequentano l’asilo e gli anziani all’interno delle case di riposo.
Le infezioni intestinali possono prosperare in tutti i luoghi affollati o molto frequentati, come scuole, collegi, campeggi, fino ad arrivare alle eleganti navi da crociera.
Si tratta di un’infezione altamente contagiosa, poiché il contagio avviene quando si sta a stretto contatto con una persona infetta, ad esempio condividendo gli alimenti, le bevande o le stoviglie, oppure quando si assumono alimenti o bevande infetti. I norovirus, in particolare, si diffondono mediante contatto con le feci o il vomito di persone infette o attraverso l’acqua o gli alimenti contaminati .
La disidratazione, cioè la grave perdita di acqua e di sali minerali essenziali, è la complicazione più grave e frequente della gastroenterite. Nel caso degli adulti sani che bevono abbastanza per reintegrare i liquidi persi con il vomito e la diarrea, la disidratazione non rappresenta una complicanza. Invece, i neonati, gli anziani e le persone con problemi a carico del sistema immunitario possono disidratarsi gravemente se perdono più liquidi di quelli che riescono a reintegrare. Nel loro caso possono essere necessari il ricovero in ospedale e la somministrazione di flebo per reintegrare i liquidi. 
In molti casi non esiste alcuna terapia efficace per la gastroenterite virale. Gli antibiotici non sono efficaci contro i virus e abusarne può contribuire allo sviluppo di ceppi batterici antibiotico-resistenti. La terapia, quindi, non è farmacologica, ma si basa su semplici consigli di buonsenso.

Se il paziente è adulto, consultare il medico qualora:
– Non si riesca a trattenere liquidi nell’arco di 24 ore
– Si vomita da più di 48 ore
– Si vomita sangue
– Si è disidratati – secchezza delle fauci, urine scarse, debolezza e vertigini
– Sia presente sangue nelle feci
– Si abbia la febbre superiore a 40°

Per neonati e bambini, va consultato immediatamente il medico se il bambino:
– Ha febbre superiore a 38.9°
– Ha sonnolenza o è agitato
– Ha diarrea mista a sangue
– È disidratato
– Ricordare che, mentre sputare è normale per un bambino, il vomito non lo è. Il vomito nel bambino è prodotto da svariate cause, che necessitano intervento medico.

Per mantenere una corretta idratazione, bisogna:
• Lasciar riposare lo stomaco. Evitare cibi solidi per un paio d’ore. Succhiare cubetti di ghiaccio e bere, spesso durante la giornata, piccoli sorsi d’acqua. Provare ad assumere brodo o bevande senza caffeina.
• Reintrodurre gradualmente i cibi. Iniziare con cibi semplici e leggeri, tipo crackers, toast, banane, riso, pollo. Smettere di mangiare in caso di nausea.
• Evitare, fino a guarigione, alcuni cibi tra cui prodotti caseari, caffè, alcool, nicotina, cibi grassi e molto conditi.
• Riposare. La disidratazione può causare molta stanchezza.
• Usare con cautela i medicinali. Evitare il più possibile l’uso di farmaci, che possono irritare lo stomaco.

 


In particolare, caso di gastroenterite nel bambino, è fondamentale per la corretta reidratazione:
• Somministrare al bambino soluzioni orali di reidratazioni, disponibili in farmacia senza ricetta medica. Non dare acqua normale nei neonati con gastroenterite poiché non viene assimilata correttamente e non rimpiazzerà i sali minerali persi. Evitare il succo di mela perchè può peggiorare la diarrea.
• Reintrodurre i cibi gradualmente. Iniziare con cibi facilmente digeribili, poco conditi, come riso, banane, pane tostato.
• Evitare cibi zuccherati, prodotti caseari, gelato, bibite e caramelle, poichè peggiorare la diarrea.
• Far riposare a sufficienza il bambino, infatti la malattia può indebolire i bambini, soprattutto se molto piccoli.
• Evitare di somministrare ai bambini farmaci anti diarrea, in quanto possono interferire con l’espulsione naturale del virus.
• Lasciar riposare lo stomaco del bambino per 15 – 20 minuti dopo un attacco di diarrea o vomito, quindi somministrare un po’ di liquidi.
• In caso di allattamento al seno, lasciare che il bambino si nutra a piacimento.
• Se il bambino è allattato artificialmente, somministrate una dose di soluzione reidratante. E’ consigliabile non diluire la formula già pronta.

 


Passando al trattamento farmacologico, ci sono diversi tipi di farmaci adatti a combattere i sintomi della gastroenterite, soprattutto in caso di gastroenterite virale, perché in questo caso non è possibile trattare direttamente la causa (virus). Per la gastroenterite batterica, invece, si utilizzano di preferenza antibiotici, che permettono di curare direttamente la causa dell’infezione.
Per ricostituire la flora intestinale vanno assunti i fermenti lattici o farmaci a base di carbone per assorbire gli agenti infettivi.

Le piante medicinali possono aiutare a placare i sintomi di una gastroenterite, ma non costituiscono un trattamento di prima scelta. Vanno ricordati:
Il tè nero, sotto forma di tisana ( è consigliabile lasciare la bustina in infusione almeno dieci minuti per fare uscire i tannini, particolarmente indicati in caso di diarrea.

 

Il boldo, sotto forma di tisana o in compresse.
La camomilla, sotto forma di tisana.
Il cumino, sotto forma di tisana.
La melissa in tisane, gocce o ancora capsule.
La menta , da prendere in tisane o in capsule.
Il millefoglie, da prendere in tisana, particolarmente efficace nel caso di spasmi.
Il mirtillo da prendere sotto forma di succo.

 

Riguardo alla prevenzione del virus, nel 2014, uno studio condotto dall’Università dell’Arizona (USA) ha dimostrato che l’olio essenziale di origano, ricco di carvacrolo, è in grado di disinfettare oggetti, superfici, cibi e bevande contaminati da norovirus, una causa molto comune di epidemie di gastroenterite. Per far sì che l’olio essenziale di origano sia efficace, deve essere combinato con un altro disinfettante. Il vantaggio rispetto ai prodotti tradizionali attualmente utilizzati, è che l’olio essenziale può tradursi in una minore resistenza del virus e può risultare meno tossico, in particolare per la disinfezione di bevande e alimenti.

 


Altri rimedi di uso tradizionale per la gastroenterite sono:
– Acqua di riso
– Tisana di mirtillo composto
– Decotto di quercia
– Zuppa di carote
– Come per altre malattie infettive (raffreddore, influenza,…), è consigliabile riposare per favorire il lavoro del sistema immunitario (di difesa) sui virus.

 


Alcuni accorgimenti per la dieta da seguire durante una gatroenterite:
– Mangiare alimenti che rafforzano la flora intestinale, per esempio yogurt o preparati a base di fermenti lattici.
– Fare tanti piccoli pasti (per impegnare meno lo stomaco)
– Preferire un’alimentazione ricca di riso, per esempio a base di acqua di riso, poiché può rallentare il transito intestinale e quindi diminuire la diarrea.

 

 

Giusy Petralia

 

 

2013 Ordine Dei Farmacisti Catania - C.FIS.80010440875
E' vietata la riproduzione anche solo parziale di immagini e contenuti per usi commerciali.