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Soluzioni per le patologie invernali

 

Durante i mesi invernali è più frequente essere colpiti dalle malattie influenzali e da raffreddamento che interessano le vie respiratorie e che possono essere trattate anche con farmaci da automedicazione. Le malattie da raffreddamento si manifestano generalmente con sintomi quali sensazione di naso chiuso, secrezione nasale, frequenti starnuti, lacrimazione, mal di gola, tosse, difficoltà nella respirazione, sensazione di indolenzimento, mal di testa e talvolta un lieve aumento della temperatura corporea. L'influenza è un’infezione virale che esordisce bruscamente con febbre continua ed elevata (38 – 40 °C) accompagnata da brividi ed altre manifestazioni che portano ad un malessere generale: mal di testa, stanchezza, mancanza di forza, scarso appetito, dolori articolari e muscolari. Con la febbre compaiono precocemente sintomi simili al raffreddore come aumento delle secrezioni nasali e bruciore agli occhi, mal di gola, bruciore al torace e tosse secca e stizzosa. I sintomi tendono a guarire nel giro di 4-5 giorni, a parte la tosse che può persistere più a lungo. Se le manifestazioni sono piuttosto “imponenti” è consigliabile essere prudenti e rimanere a casa per qualche giorno allo scopo di evitare possibili ed eventuali complicazioni quali otiti, tracheiti e bronchiti.

Un organismo con un efficiente sistema immunitario reagisce prontamente a questo tipo di disturbi che si risolvono generalmente nel giro di pochi giorni. Le manifestazioni provocate invece dall'attacco del virus vero e proprio dell'influenza possono essere decisamente più serie ed è per questo che viene consigliato il vaccino ai soggetti più vulnerabili.

 

Quando si viene colpiti, tra i farmaci ai quali si può ricorrere allo scopo di alleviare la sintomatologia, si possono consigliere: spray nasali ad azione decongestionante, prodotti che attenuano la tosse secca o che fluidificano l’eventuale catarro, pastiglie disinfettanti da sciogliere in bocca per contrastare il mal di gola.
Va ricordato di assumere un’adeguata quantità di liquidi, anche attraverso l’assunzione di brodi, spremute e tisane, e può essere utile effettuare delle inalazioni con prodotti specifici che esercitino un’azione antimicrobica ed un’azione lenitiva sulle mucose irritate. E’ bene ricordare che gli antibiotici sono efficaci solamente nei confronti delle infezioni batteriche e che si rivelano assolutamente inutili nei confronti delle patologie di natura virale: di conseguenza vengono prescritti dal medico solamente nei casi in cui venga riscontrata l’effettiva presenza di complicanze di natura batterica. Dobbiamo essere consapevoli che i virus parainfluenzali e influenzali, come altri agenti epidemici, non si spostano geograficamente per un movimento intrinseco ma si servono di organismi recettivi, come persone debilitate, per creare le loro patogenesi influenzali o di altra natura e infettare organismi limitrofi predisposti a causa della propria anergia o insufficienza immunitaria; quindi nello stesso ambiente non tutti si ammaleranno e l’epidemia, anche nella stessa famiglia, potrebbe non colpire tutti i componenti ma solo le persone recettive.
Il nostro stato di salute o di benessere assume un ruolo primario sulla prevenzione delle malattie autunnali parainfluenzali ed influenzali; quindi è necessario seguire una corretta igiene di vita. In primo luogo una corretta alimentazione, frugale, varia ed essenzialmente ricca di fibre e frutta insieme ad una costante attività fisica, compatibile con le nostre capacità. Inoltre non bisogna coprirsi eccessivamente o vivere in ambienti surriscaldati ed evitare di perdere sonno andando a dormire tardi e contemporaneamente assumere caffè, the o altri stimolanti.

 

Alcuni rimedi naturali utili per difenderci dalle malattie invernali: 
olio essenziale di pino mugo: aiuta a sciogliere il catarro; si possono fare dei suffumigi mettendone alcune gocce (3-4) in acqua calda (70 – 80 gradi °C) per poi starvi sopra coperti da un asciugamano respirando le esalazioni per 5 – 10 minuti. Scioglie il catarro fermo a livello della fronte, libera dal mal di testa tipico del raffreddore e aiuta a pulire i polmoni. Zenzero: una spezia utile in caso di problemi a stomaco ed intestino dovuti a virus intestinali; un cucchiaino di polvere in una tazza di acqua calda placa il dolore di stomaco ed intestino e riduce il senso di nausea.
Olio essenziale di Tea Tree: è molto efficace per la cura del mal di gola; si consigliano i gargarismi con 3 - 4 gocce in un bicchiere di acqua.

 

Attingendo alla tradizione popolare sembra che alcuni rimedi o alimenti di uso quotidiano offrano realmente una qualche protezione dal virus: nel brodo di pollo vi sono proteine che accelerano il rinforzo della membrana dei globuli bianchi e di altre cellule del sistema immunitario e, consumato caldo, ha effetto fluidificante su muco e catarro. Cipolla ed aglio hanno dimostrato di possedere proprietà antisettiche ed espettoranti. Il miele, oltre a favorire la fluidificazione del catarro, può servire a calmare crisi di tosse e lenire le mucose in caso di raucedine. Respirare i vapori caldi da una pentola con acqua in ebollizione in cui siano state disciolte essenze balsamiche è uno dei rimedi più conosciuti per tosse produttiva o raffreddore caratterizzato da ostinata congestione nasale. E’ utile ricordare il beneficio di un’assunzione costante di frutta e verdure che, ricche di vitamine e sali minerali, contribuiscono a mantenere in perfetta efficienza i meccanismi di difesa dell’organismo.

Tra i farmaci di automedicazione, il paracetamolo ha spiccata azione antipiretica ed antidolorifica, non irrita lo stomaco e raramente è causa di reazioni allergiche; una dose eccessiva può però avere gravi ripercussioni su fegato e reni, tanto da sconsigliarne l’uso nei forti bevitori od in coloro con problemi a questi organi. Il paracetamolo è spesso utilizzato in associazione con altre sostanze per migliorarne l’efficacia contro i sintomi di raffreddore ed influenza. In particolare si ricordano la vitamina C (acido ascorbico) per stimolare le difese immunitarie,
pseudoefedrina e fenilefrina, utili come decongestionanti nasali; l’ acido acetilsalicico come antinfiammatorio ed antidolorifico; gli antistaminici prometazina, clorfenamina, difenidramina, feniramina, efficaci contro la congestione nasale ed i sintomi comuni al raffreddore; la caffeina, usata per esaltare l’efficacia antidolorifica sul mal di testa e, in alcuni casi, bilanciare la sonnolenza provocata dagli antistaminici.

 


Quello che chiamiamo comunemente mal di gola è molto spesso un’infiammazione della faringe. Il mal di gola tende spontaneamente a guarire nel giro di qualche giorno, esistono tuttavia alcuni farmaci che possono accelerare il processo di guarigione alleviandone contemporaneamente i sintomi. Le caramelle da sciogliere in bocca contengono di norma sostanze disinfettanti, antimicrobiche, antisettiche od antibatteriche: questi termini possono essere considerati equivalenti nella pratica comune, poichè l’azione esplicata è fondamentalmente di ridurre in modi diversi l’eventuale proliferazione batterica. Azione ed efficacia simile manifestano farmaci sotto forma di spray.

 

Il raffreddore è essenzialmente un’infezione virale acuta delle mucose di naso e gola; è quindi la classica malattia da cambio di stagione, quando ci si espone a sbalzi di temperatura ed umidità. I virus coinvolti hanno di norma tempo d’incubazione da 1 a 4 giorni, dopodichè il raffreddore esordisce con sensazione di gola secca ed infiammata, starnuti ed un’aumentata secrezione nasale: in principio acquosa, in seguito densa e giallastra. A questo punto compare il classico “naso chiuso”, eventuale lacrimazione e mal di testa, tosse ed in alcuni casi febbre.
Dopo 6-7 giorni il raffreddore tende a risolversi da solo, è tuttavia possibile alleviare i sintomi più fastidiosi ricorrendo ad un uso consapevole di farmaci da banco.
I decongestionanti nasali sono disponibili come rimedi locali (spray e gocce) o sistemici . I decongestionanti nasali spray sono molto rapidi nella loro azione, ma l’uso deve essere limitato a pochi giorni di terapia; farmaci da prendere per bocca manifestano azione più lenta ma più duratura nel tempo, con minori effetti collaterali.


 

La tosse è un meccanismo protettivo finalizzato all’espulsione di agenti nocivi dalle vie aeree e può essere riflessa o volontaria. Lo stimolo a tossire è indotto dalle terminazioni nervose distribuite tra la laringe e i bronchi, che veicolano il segnale elettrico al centro della tosse situato nel midollo allungato, dove il riflesso è soggetto a controllo corticale. E’ sconsigliabile ricorrere sistematicamente ai farmaci sedativi della tosse in quanto potrebbero mascherare una patologia ancora da diagnosticare; i farmaci per la tosse, che siano espettoranti o sedativi, agiscono tutti sui sintomi: riducono o sopprimono la tosse alleviando anche i disturbi collaterali come dolore al torace, mal di testa, mal di schiena e malessere generale. In caso di tosse produttiva, il sintomo serve ad eliminare l’eccesso di muco presente, che oltre ad ostacolare la respirazione diventa terreno di coltura di agenti patogeni; in questo caso i farmaci da consigliare saranno i mucolitici che rendono più fluido l’escreato facilitandone la rimozione. Nel caso in cui la tosse non sia produttiva (tosse secca) è sufficiente un farmaco bechico (sedativo) che interferisce sui meccanismi nervosi della tosse. I farmaci bechici possono essere suddivisi in base al loro sito di azione: quelli che agiscono a livello centrale come il destrometorfano (molto documentato nella letteratura scientifica) e il butamirato; quelli che agiscono a livello periferico come l’oxolamina, cioè quelli che inibiscono la responsività delle terminazioni nervose delle vie aeree ed infine quelli che agiscono ad entrambi i livelli come la dropropizina ed il pipazetato. Gli eccipienti sono sostanze sapide come zucchero, spezie, miele o amare come l’acido citrico: il gusto dolce o amaro induce una salivazione riflessa ed una secrezione di muco nelle vie aeree. Alcune sostanze eccipienti esercitano anche un’azione emolliente come lo zucchero o le saponine dell’edera, che lubrificando faringe e laringe contribuiscono a ridurre la tosse con effetto espettorante.

 

Giusy Petralia

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